FLMUniti –CUB e la VERTENZA ILVA

La vertenza ILVA oggi assume un significato centrale nel conflitto CAPITALE-LAVORO, nel conflitto tra il profitto e il diritto alla salute ed alla salvaguardia dell’ambiente.

Il ricatto e la violenza contro la dignità dei lavoratori e dei cittadini di Taranto è la condizione a cui tutti i padroni, privati o pubblici che siano, vorrebbero piegare l’intera CLASSE LAVORATRICE.La FLMUniti – CUB è parte attiva nel contrastare le condizioni di ricatto occupazionale all’ILVA di Taranto.

E’ parte attiva nel contrastare i Decreti “Salva ILVA” che hanno condannato a morte i lavoratori, obbligandoli a lavorare su impianti altamente inquinanti sequestrati dalla Magistratura, ed i cittadini di Taranto, costretti a subire ogni emissione di veleni, la presenza di tonnellate di amianto nel sito produttivo, gli impianti in marcia che sprigionano veleni riconosciuti causa di tumori e malattie gravi.

I Metalmeccanici FLMU, sono protagonisti nella vertenza in atto all’ILVA di Taranto con una posizione chiara e da tempo nota:

 La chiusura delle fonti inquinanti è la prima misura da adottare, il principio della salvaguardia della tutela della salute e della vita stessa va affermato sempre; ed è principio irrinunciabile alla base del diritto al lavoro;

– La salvaguardia di tutti i posti di lavoro, diretti ed indiretti, in un territorio già compromesso per le conseguenze dell’inquinamento, dove la disoccupazione è tra le più alte d’Italia;

– La bonifica del sito, delle falde, dei quartieri vicini all’ILVA e del territorio da tutte le sostanze inquinanti che l’ILVA ha emesso da sessant’anni;

– La difesa della salute dei lavoratori non è in contrasto con la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Il livello di inquinamento accumulato negli anni passati richiede un intervento immediato di bonifica, sia dell’area industriale ILVA che dell’area residenziale della città di Taranto.

Durante la fase di bonifica deve essere interrotta la produzione di tutti gli impianti inquinanti. I lavoratori ILVA e dell’indotto devono essere utilizzati per le operazioni di bonifica, previa adeguata formazione specifica.I Governi, che si sono succeduti dopo il sequestro degli impianti nel 2012, sono responsabili per omissione di tutela in materia di salute sicurezza e ambiente e per inerzia nel proteggere e salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini.Per questo ci siamo rivolti alla Corte Europea, perché vengano condannati per non aver tutelato questi fondamentali diritti umani.

La FLMUniti, ritiene che lo stato italiano, ha violato e continui a violare diritti fondamentali protetti dalla Convenzione dei diritti Umani.

I lavoratori sono quotidianamente ed ininterrottamente esposti ad emissioni continue. Risulta dimostrato il nesso causale tra emissioni e patologie tumorali, ormai con certezze accertate, gravemente nocive per l’uomo ed in grado di determinare nell’ organismo effetti irreversibili.

I lavoratori sono costretti a subire trattamenti inumani e degradanti e gravissimo attentato alla propria vita privata e familiare, sia nell’ambito lavorativo, che nell’ambiente di vita; trattamenti che vengono inflitti con le continue e gravissime emissioni nocive, pulvirulente, gassose, maleodoranti che provengono dal polo industriale siderurgico e che, in definitiva risultano autorizzate dallo Stato, il quale, attraverso una serie di leggi, pur consapevole della criticità e della nocività delle emissioni, ha consentito e tuttora consente la prosecuzione dell’attività di produzione, nonostante la mancata realizzazione di efficaci interventi atti ad eliminare gli effetti nocivi nell’attività della produzione dell’acciaio.

Nei giorni dei “wind day” la città è completamente travolta e soffocata da una fitta nebbia di pulviscolo altamente cancerogeno proveniente dai parchi minerali dell’ILVA.

E’ una situazione la cui assurdità e reale sofferenza può essere percepita solo vivendo quotidianamente da vicino la città ed il luogo di lavoro e soltanto se si ha la forza di superare il “ricatto occupazionale”.

Costringere le persone a subire (per LEGGE) questa quotidiana sofferenza sul luogo di lavoro e nella propria città, nella propria casa e con la propria famiglia, in una situazione di sicuro pericolo di vita, in un ambiente fortemente degradato, costituisce, per il grado di intensità e per la continuità con cui ormai quotidianamente si sta protraendo, un comportamento che lede la dignità della persona e del lavoratore e lo Stato ne è, indubbiamente, il primo responsabile.

Proprio lo Stato, che per primo deve proteggere la vita dei propri cittadini, è invece, venuto meno ai propri obblighi di protezione dei diritti fondamentali ed è più che chiaro a tutti, ormai, che il sistema di produzione normativo intrapreso “ad hoc” ha consentito e tuttora consente la spregiudicata azione di produzione nello stabilimento ILVA di Taranto, senza porre effettivo rimedio alla gravissima situazione di pericolo che investe quotidianamente i lavoratori e cittadini di Taranto.

L’attività di produzione normativa di urgenza attuata con i Decreti “Salva ILVA” ha consentito la prosecuzione dell’attività inquinante, nonostante il sequestro giudiziario e, soprattutto la reiterata inottemperanza dell’ILVA alle prescrizioni ambientali pur tardivamente imposte.

Attraverso i predetti decreti normativi il Governo ha concesso l’impunità penale e l’esenzione da ogni responsabilità civile e/o amministrativa ai soggetti responsabili dell’attuazione delle predette prescrizioni, organo commissariale, acquirenti e/o affittuari e soggetti da essi funzionalmente delegati.

E’ ormai chiaro che il sito industriale ILVA costituisce una fonte di inquinamento a rischio morte.I tatticismi delle Organizzazioni Sindacali Fiom-Fim-Uilm e USB non sono mai intervenuti in modo deciso per fermare le condizioni disumane che i lavoratori e i cittadini sono costretti a subire.

A Taranto, in particolare all’ILVA, si prenda qualsiasi ipotesi:

1) l’esperienza in Europa come quella della città di Linz (Austria), come i forni elettrici modulari, tecniche Corex o a gas.

2) riconversione totale per attività compatibile con l’ambiente, ma non si può prescindere per il livello di inquinamento accumulato negli anni, dal fermo degli impianti inquinanti con immediata bonifica sia dell’area industriale che dell’area circostante e residenziale di Taranto.

Per cui è necessario ribadire:chiusura immediata delle fonti inquinanti sotto sequestro della Magistratura Bonifica del sito reimpiegando tutti i lavoratori ILVA e dell’indotto salvaguardando reddito ed occupazione.

La FLMUniti CUB ha al centro il rapporto con i lavoratori, il conflitto, le mobilitazione per obiettivi di tutela all’interno di un progetto che punta alla costruzione di una società fondata sull’uguaglianza e la giustizia sociale.

Ancora molto rimane da fare per raggiungere una consistenza e qualità dell’Organizzazione capace di incidere sulle questione generali ma l’attività che viene svolta dalla nostra Organizzazione ha nell’intervento sulla tutela della salute nei luoghi di lavoro e sul territorio un punto centrale.

Nelle aziende, la subordinazione di ambiente e salute al profitto è sempre stata contrabbandata per difesa dell’occupazione: IL RICATTO PADRONALE!Fin dalle origini la FLMUniti e la CUB hanno inserito nell’atto costitutivo e nello Statuto il principio della difesa della salute dei lavoratori, per FLMUniti e CUB la tutela della salute dentro la fabbrica deve coincidere con la tutela dell’ambiente esterno.

Taranto 02.02.2019

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