SI LAVORA PER VIVERE, NON PER MORIRE

Mercoledì 30 settembre, due ore di sciopero alla FCA di Cassino


Un anno fa, precisamente la notte tra il 30 settembre e il 1 ottobre, un nostro collega operaio del reparto “presse a freddo” della FCA di Cassino perdeva la vita sul posto di lavoro. Per l’ISTAT èsemplicemente un numero, 1.437 morti sul lavoro nel 2019, ma per chi lavora in fabbrica è stato un
terribile colpo emotivo.

Gli incidenti mortali sul lavoro non sono “tragiche fatalità”, come spesso ci viene fatto credere ma gli effetti di una scellerata organizzazione del lavoro che prevede ritmi di lavoro sempre più serrati, carichi di lavoro sempre più pesanti, prestazioni sempre più performanti, che costringono gli operai a
una continua tensione fisica e mentale. Fabrizio, questo era il nome del nostro collega, non è deceduto per un “tragica fatalità”, ma perché per svolgere velocemente il proprio lavoro doveva obbligatoriamente operare ovviando al protocollo e alle disposizioni di sicurezza. In pratica si tengono
corsi sulla sicurezza per informare i lavoratori sulla corretta esecuzione dei lavori, ma poi nella realtà si tollerano, o addirittura richiedono, prestazioni più veloci.

In occasione dell’anniversario dell’infortunio mortale del nostro collega operaio Fabrizio,

la FLMU-CUB di Cassino proclama due ore di sciopero per il giorno 30 Settembre 2020

con presidio davanti i cancelli dell’ingresso 1 della FCA di Cassino.

Lo sciopero sarà così articolato: il primo turno sciopererà dalle ore 12 alle ore 14 con uscita anticipata e il secondo turno sciopererà dalle ore 14 alle ore 16 con ingresso posticipato.

Oltre a ricordare il nostro collega Fabrizio, lo sciopero servirà per rivendicare maggiore attenzione alle norme di sicurezza e maggiore coinvolgimento da parte del territorio.

Per questo motivo inviteremo al presidio fuori i cancelli della FCA anche le istituzioni locali: sindaci, amministratori comunali, provinciali e regionali, nonché i parlamentari locali e i soggetti politici democratici del circondario.

Affinché il ricordo del nostro collega operaio Fabrizio non sia soltanto una giornata commemorativa, ma la dichiarata assunzione di responsabilità e impegno da parte di tutti gli attori sociali e politici del territorio.

Oggi le fabbriche, le campagne, i cantieri edili e gli opifici minori sono diventati luoghi dove l’incolumità degli operai è sempre più a rischio: oltre ai decessi (1.437 morti sul lavoro nel 2019), i dati ISTAT attestano 640 mila casi di infortuni e 61 mila malattie professionali certificate dall’INAIL nel solo anno 2019. Questo altissimo tasso di rischio ci conferma che ogni mattina milioni di operai che si recano al lavoro rischiano di non tornare a casa o di tornarci mutilati, perché la nostra società considera il profitto prioritario rispetto alle vite dei lavoratori. E anche perché, per responsabilità indirette, all’interno delle fabbriche manca un forte contrappeso sindacale che denunci il non corretto rispetto delle norme di sicurezza.

Morire sul lavoro è una barbarie che deve finire e per questo non basta piangersi addosso o partecipare alle fiaccolate di rito. E’ quanto mai necessario mettere in campo tutte le forme di lotta e di conflitto per imporre un’organizzazione del lavoro più sicura e maggior rispetto per le condizioni materiali degli operai sui luoghi di lavoro.

Nel contempo invitiamo le altre organizzazioni sindacali aziendali a dichiarare anch’esse due ore di sciopero per lo stesso giorno e con le stesse modalità, affinché la mobilitazione per la sicurezza dei luoghi di lavoro diventi coscienza collettiva di tutti i lavoratori, anche dei lavoratori iscritti ai sindacati confederali.
Piedimonte S.G., 21 settembre 2020

cassino

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