MAURIZIO LANDINI, l’avanguardia dei padroni

In questi anni abbiamo assistito all’ascesa del segretario nazionale della Fiom, ora seg. generale CGIL Maurizio Landini, che è passato dal temerario rivoluzionario di all’ora (2014 Milano – manifestazione contro il vertice UE, minaccia il governo di essere pronto ad occupare le fabbriche), alle dichiarazioni di oggi.In una intervista, sulla Stampa, delinea quale sarà il futuro del sindacato che dirige.

Dopo un’analisi dettagliata sull’attuale crisi che attanaglia il mondo del lavoro, che stranamente parte dalle esigenze aziendali, traccia quale sarà la politica del più grande sindacato italiano.

-Non ha intenzione di andare verso la mobilitazione generale. -Arriva al punto di fare proprie le rivendicazioni di Confindustria (alla quale contesta soltanto qualche piccola virgola strategica e tempistica) – Chiede di nuovo in maniera demagogica, piani industriali per “creare posti di lavoro”

La proposta di Landini è ancora una volta quella di rilanciare piani industriali, che altro non sono che SOLDI AGLI IMPRENDITORI per permettergli di investire. –

Tantomeno, da buon politico, si tiene lontano dal contestare il governo, e denunciare la mancanza di una vera politica industriale.-

La Fca, le grandi imprese e gli imprenditori, per anni hanno depredato i soldi dei lavoratori finiti nelle casse dello Stato.

NON HANNO BISOGNO DI ALTRI REGALI.-

Il sindacato deve promuovere una politica a difesa dei lavoratori e non entrare nei consigli di amministrazione delle imprese, a meno che gli interessi ultimi non siano quelli della difesa dei posti di lavoro e dei lavoratori.

A quanto pare Landini pensa che il sindacato sia in qualche modo un comitato di discussione della mission aziendale.

Gli slogan “lavorare meno-lavorare tutti” sono lontani anni luce dalle idee del segretario generale della CGIL.Eppure in Italia si lavora mediamente 4ore settimanali in più degli altri paesi europei, basti pensare che in Germania che già avevano un orario ridotto rispetto a noi, nel 2015, sono passati da 1528 ore annuali a 1371, ossia in media 26 ore settimanali.

Sulla tassazione, Landini propone aumenti delle detrazioni fiscali e una rimodulazione delle aliquote.Di toccare i soldi di chi ha avuto dal 2015 ad oggi oltre 50 miliardi di Euro (i padroni) non se ne parla proprio.

Si scandalizza quando si parla dei miseri salari dei lavoratori, come se le responsabilità delle continue perdite salariali, non sia sua e della sua O.S., dovute alle scellerate politiche sul lavoro.

Dinanzi alla dichiarazione di Bonomi, presidente di Confindustria, di rinnovare i contratti senza aumenti di salario, ci sono solo timide critiche e timide mobilitazioni.

LANDINI É UN SEGRETARIO CHE NON DARÀ NULLA AI LAVORATORI.

Oltre ad avere una posizione interclassista, e quindi non in difesa dei lavoratori, è arrivato ai vertici della CGIL dopo una innumerevole serie di sconfitte nel mondo operaio.

Non è il segretario della bandiera rossa della lotta, ma di quella bianca della resa.

Non rappresenta il mondo del lavoro, ma quello di chi vuole usare i lavoratori come arma di scambio per finanziare funzionari pagati dal sindacato.I lavoratori hanno solo una scelta, persistere in uno stato di catalessi e perire gradualmente o tentare di ricostruire una vera e forte classe operaia, capace di contrastare le scelte dannose di governi padroni e sindacati.

Di Tommaso Pirozzi – FLMUniti

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