SEMPRE PIÙ CONTAGIATI NEI LUOGHI DI LAVORO. LA PANDEMIA SI ESPANDE!

Gli ambiti produttivi che non garantiscono misure di sicurezza adeguata alla salvaguardia della salute
DEVONO FERMARSI!

Quasi 67 mila contagiati sul lavoro e 332 morti a causa del Cocvid -19 (dati dell’INAIL, tra l’inizio dell’anno e la fine di Ottobre, pubblicato il 23 Novembre 2020).
La categoria più colpita è quella dei tecnici della salute (infermieri, operatori socio sanitari, medici, operatori socio assistenziali, ausiliari, portantini e barellieri) ma nei diversi luoghi di lavoro i contagi aumentano, dai servizi, ai trasporti, alle fabbriche la pandemia si espande e i dati spesso vengono occultati.

Non possono essere i lavoratori a subire l’inerzia che il governo ha dimostrato nel non avere incrementato il personale sanitario, strutture ospedaliere e tutto quanto necessitava per fronteggiare la prevista “seconda ondata” di espansione del virus.
Il governo si è limitato a stanziare qualche risorsa per attività commerciali e dei servizi senza un adeguato sostegno.
Non ha fermato, anzi ha sostenuto economicamente, i grandi industriali favorendo la produzione e il commercio dei più svariati prodotti non essenziali.
Se prima era una percezione l’inefficienza di questo sistema basato sul profitto, nel garantire la salvaguardia della salute prima di tutto ma anche nel creare le condizioni di non lasciare milioni di lavoratori e cittadini senza copertura economica, oggi è una certezza.
Questo sistema, favorisce la protezione della classe più ricca mentre crea le condizioni affinchè milioni di persone precipitino nella miseria senza protezione sanitaria, senza servizi essenziali.

E’ ora che scendano in campo i lavoratori, dalle fabbriche e da ogni luogo di lavoro pubblico e privato. Fermare tutto cambiare lo stato delle cose.

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