LAVORARE IN FCA AI TEMPI DEL COVID

-61.310 denunce per malattie professionali

-641.638 infortuni sul lavoro denunciati

-1089 morti sul lavoro (3 al giorno).

Questi sono i dati del Rapporto Inail sulla situazione in Italia al 31/12/2019.
E il 30/09/2020 l’Inail ha pubblicato i dati da Contagio Covid 19 sul posto di lavoro. Al 30 settembre sono 54.128 i contagiati dall’inizio della pandemia, e i morti per Covid sono 319: la maggioranza sono lavoratori della Sanità, ma anche i lavoratori degli altri settori vengono colpiti, e questi dati vanno aggiunti ai decessi per infortunio riportati sopra.

Chi lavora si ammala, si fa male, muore e se si aggiungono rischi ulteriori come il caso del Contagio da Covid 19, le cifre aumentano.
Tutto questo a dimostrazione che non c’è nessuna tutela per la salute dei lavoratori. Il profitto prima di tutto.
E questo avviene anche in FCA.

Piu’ volte come operai dell’Officina 63 abbiamo denunciato la mancanza di sicurezza all’interno del reparto dove da settembre produciamo le mascherine.
FCA aumenta i suoi profitti, noi peggioriamo le nostre condizioni di lavoro.
Da tempo denunciamo la mancanza di un medico che intervenga prontamente quando un lavoratore ha un malore, più volte è accaduto che sono stati gli operai stessi a soccorrere chi si è sentito male in attesa dell’ arrivo dell’ambulanza. Nel reparto non c’è un sistema di areazione, non si possono aprire le finestre e il calore provocato dai macchinari raggiunge temperature insostenibili.

I macchinari sono molto rumorosi e superano il livello accettabile.
E si lavora sotto organico. Piu’ volte abbiamo denunciato la mancanza di personale, che genera confusione e concitazione nella fase di raccolta, perchè sul fine linea le 4 postazioni previste non sono mai integralmente coperte ma vengono affiancati solo 2 o al massimo 3 operai. Al punto da rendere difficile anche lo svolgere delle pause fisiologiche.
I macchinari sono privi di protezione, così se l’operaio si avvicina con la mano, o peggio ancora si arrischia ad infilare la mano dentro per prelevare gli scarti o recuperare il prodotto in uscita, il macchinario non si ferma rischiando di intrappolare il braccio.

Nei tragitti interni allo stabilimento manca un passaggio riservato e segnalato per i soli pedoni,
attualmente lo stesso passaggio viene utilizzato anche dai carrellisti.
Non viene data informazione sul contagio da Covid 19 tra gli operai, i dati non vengono comunicati. Si continua ad avere assembramenti in alcune lavorazioni, nelle code per la mensa, le misure per prevenire il contagio non vengono rispettate. Ricordiamo a tutti gli operai l’importanza di non utilizzare gli abiti da lavoro quando si esce dalla fabbrica per tornare a casa, e di farsi dotare dall’azienda di tutti i mezzi di protezione necessari (mascherine, disinfettanti, controllare che i locali siani areati).

C’è poi la situazione degli operai con patologie, che più di altri proprio per le loro fragilità, rischiano molto in questa situazione e andrebbero tutelati, cosa che non avviene. Non solo spesso non sono inseriti in postazioni idonee alla loro situazione ma vengono anche esposti al contagio da Covid19 senza alcun riguardo.

A tutto questo si aggiunge un comportamento sempre più pressante dei capi che invece di risolvere i problemi all’interno del reparto, creano tensione tra gli operai. Ultimamente impediscono agli operai di conoscere la produzione giornaliera, un diritto degli operai piu’ che lecito.
Sappiamo bene che i problemi non ci sono solo all’Officina 63, per questo crediamo sia importante farli venire fuori e organizzarci insieme per difendere la nostra condizione di lavoro, la nostra salute, il nostro salario.

Mirafiori – Flmu CUB / COBAS

FCA

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