CHI SIAMO

BREVE STORIA DELLA CUB

Le prime esperienze organizzate risalgono alla metà degli anni settanta, quando con la cosiddetta “svolta dell’EUR” i sindacati confederali (CGILCISLUIL) sanciscono la chiusura dei consigli di fabbrica che erano, a tutti gli effetti, espressione della volontà dei lavoratori.

 A partire da quella svolta nella pratica sindacale si sviluppano progressivamente percorsi di sindacalismo di base in molti luoghi di lavoro pubblici e privati.

Particolarmente significativa per la costituzione della CUB sarà l’azione sindacale svolta da un gruppo molto consistente di ex aderenti alla FIM – Lombardia, tra cui Piergiorgio Tiboni, che rappresenteranno il motore e il catalizzatore dell’azione sindacale di moltissimi gruppi sindacali di base presenti nell’industria, nei servizi e nel pubblico impiego.

Questo gruppo si era formato sotto la guida di Pierre Carniti, futuro leader cattolico-socialista della CISL.

Nel gennaio del 1991, lavoratori, delegati e sindacalisti decisero di costituire la FLMUniti,assumendo la sfida di avviare la costituzione nel privato, a partire dai metalmeccanici, del sindacato di base quale strumento per difendere i diritti e gli interessi dei lavoratori non più tutelati dal sindacalismo di regime e concertativo.

Erano tempi in cui dilagava il pensiero unico veicolato tra i lavoratori dalle organizzazioni sindacali tradizionali. 

La concertazione prendeva il posto del conflitto, gli interessi dei padroni dovevano essere salvaguardati come precondizione per poter poi migliorare salari e occupazione, pensare con la propria testa, pretendere la democrazia nelle organizzazioni e nel rapporto con i lavoratori esponeva a processi di emarginazione praticati con tutti i mezzi. 
Era necessario raccogliere le esigenze di tutela attraverso un nuovo strumento sindacale alternativo all’esistente, pur nella consapevolezza che si trattava di una esperienza nuova, senza precedenti nell’industria e servizi. 
Un sindacato “ fortemente radicato nelle fabbriche e nella società, che fonda la sua azione sulla contrattazione a tutti i livelli e sul conflitto come mezzo di regolazione democratica degli interessi diversi presenti nella nostra società per raccogliere in un progetto organico, fondato su principi di uguaglianza, di solidarietà e di giustizia sociale le aspirazioni, i bisogni, le domande che nascono dalle istanze di base organizzate nelle fabbriche e nella società” (dallo Statuto di FLMUniti 1991). 
Un progetto ambizioso che puntava alla costruzione di un sindacato di base indipendente dal quadro politico, non subalterno alle scelte dei padroni, dei partiti e dei governi, tendenzialmente maggioritario tra i lavoratori. 
Nella FLMUniti, fin dai primi anni, è stata chiara la necessità di uscire dalla dimensione categoriale per dare vita ad una struttura intercategoriale che unisse i lavoratori del privato a quelli del Pubblico Impiego. 
Questo ha portato alla nascita del 1992 della Confederazione Unitaria di Base (CUB), dando slancio all’aggregazione del sindacalismo di base. 

La CUB si caratterizza per essere completamente autonoma, fin dall’inizio, da padronato, governi, partiti, istituzioni e lobby ed esprime la propria iniziativa in modo partecipato e democratico, affinché siano sempre i lavoratori a decidere sulle questioni che li riguardano direttamente.

Il tratto peculiare dell’identità dell’organizzazione è la pratica del conflitto e il rifiuto della concertazione. A tale proposito va rilevato che la CUB è l’unica confederazione maggiormente rappresentativa a non aver sottoscritto il Patto di Luglio 1993, e che da allora è sistematicamente esclusa da ogni confronto negoziale generale. In pochi anni l’organizzazione diviene la quarta confederazione sindacale del Paese; nel 2000 ottiene un posto nel CNEL.

 In particolare si diffonde tra i metalmeccanici, nei trasporti, nei chimici, nel commercio e tra i pensionati, giungendo nel giugno 2005 a contare circa 600.000 iscritti oltre a 106.000 pensionati.

La confederazione si finanzia esclusivamente col contributo versato dai lavoratori iscritti e con sottoscrizioni effettuate in occasione d’iniziative o di utilizzo dei servizi. Da alcuni anni ha attivato, il “CAF di base”, che attualmente opera con proprie strutture in ogni provincia Italiana.

La CUB dispone di sedi diffuse sull’intero territorio nazionale.

La CUB ha rifiutato di firmare l’intesa Confindustria-sindacati del 10 gennaio 2014, che è la linea di demarcazione rispetto agli altri sindacati (che l’hanno firmato – anche quelli di base, per garantirsi rappresentanti, permessi, sedi) in quanto toglie ogni valore alla rappresentatività reale e alla capacità di lotta dei lavoratori.

Il 28.11.2015 presso la sede Nazionale della Cub (Milano Viale Lombardia n° 20) il Direttivo Nazionale della FLMUniti (Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti) ha eletto all’unanimità  SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE il compagno Antonio Ferrari

Incarico non semplice da condurre, non solo per il lavoro che il contesto politico e sociale del mondo del lavoro richiede, ma anche perché va a  sostituire il fondatore della Cub, Piergiorgio Tiboni, storica architrave di tutta la struttura della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti. Un caloroso ringraziamento va a Piergiorgio Tiboni per avere costruito un prezioso patrimonio per tutti i lavoratori e le lavoratrici.


Antonio Ferrari, già membro del Coordinamento Nazionale Cub, ha rappresentato e rappresenta per tutti noi un riferimento importante.